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La storia del caffè

La pianta del caffè ha origini antiche, tale arbusto vegetava spontaneamente in Egitto, in Abissinia e sulle colline dello Yemen. Altre fonti lo collocano per primo in turchia grazie alle origini semantiche della parola caffè dal turco “kavhè”, dall’arabo “qahwa”il cui significato è “stimolante, vigoroso”. 

I primi utilizzi del chicco di caffè nel mondo asiatico erano finalizzati a scopo medico, la diffusione delle prime “bevande nere” digestive e corroboranti è stata lenta e ha incontrato diversi ostacoli a causa delle autorità religiose, scontente dell’eccitazione favorita dalla bevanda in contrasto con alcuni dogmi sacri. 

Nonostante se ne volesse limitare la diffusione, l’utilizzo del caffè proseguiva nel privato fino a che a partire dal ‘500 iniziarono a comparire le prime mescite pubbliche o “Botteghe del caffè”, la prima di cui si abbia notizia fu aperta a Costantinopoli, la gente vi si recava per ascoltare musica o assistere a giochi popolari durante le degustazioni. Da qui, la diffusione del caffè è stata favorita dall’opinione popolare in quanto alternativa all’assunzione di calmanti naturali già presenti in circolazione. 

L’ingresso del caffè in Europa risale alla seconda metà del ‘600, dopo la cacciata dei turchi dall'Austria vennero ritrovati nei loro campi numerosi sacchi colmi di chicchi dei quali non si conosceva l’utilizzo. Fu merito di un polacco che visse in Turchia, il quale si fece consegnare un gran numero di quei sacchi e successivamente aprì a Vienna una Bottega del caffè. Superate le prime difficoltà di apprezzamento da parte dei clienti a causa della natura amara del caffè, tal Kolschitzky modificò la bevanda aggiungendo latte e miele ottenendo un notevole successo creando il primo caffè europeo allora noto col nome di “Bottiglia Blu”. 

Dobbiamo riconoscere il merito di aver introdotto il caffè in Italia al padovano Prospero Alpino, medico e botanico che al ritorno di uno dei suoi viaggi portò con se alcuni sacchi a Venezia, ove era conosciuto col nome di “Vino Arabo” grazie alle sue capacità di eccitanti. All’inizio in Italia il prodotto era molto caro e disponibile solo in farmacia, finchè intorno al 1700 aprirono le prime Caffetterie e i prezzi si abbassarono grazie alla veloce diffusione della prodigiosa bevanda. A partire da quegli anni tutti ne poterono avere accesso ad una cifra ragionevole.
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